Psicoterapia on line: una finestra sul benessere psicologico
A cura di: Dott. Klodian Naci
“La terapia on line è una nuova modalità terapeutica improntata all’assistenza e alla cura della sofferenza psichica attraverso vie virtuali, sincroniche o asincroniche. Si tratta di un processo di interazione tra terapeuta e paziente mirato al trattamento di problematiche di vita, con la particolarità che i due attori sono in luoghi separati o remoti ed utilizzano la via digitale per comunicare tra di loro” (Olasupo e Atiri, 2013)
L’applicazione delle tecnologie ha indubbiamente migliorato la quantità e la qualità di molti servizi pertinenti a numerosi settori, tra cui quello clinico. Relativamente all’ambito della salute mentale, l’utilizzo delle moderne tecnologie ha permesso di raggiungere un bacino di utenza più ampio, dando la possibilità a molti professionisti di avere maggior visibilità, di entrare in contatto con i propri pazienti ovunque si trovino e di divulgare contenuti psicoeducativi. Inoltre, come discusso nell’articolo dedicato alla Realtà Virtuale, attraverso l’uso di questi nuovi mezzi è possibile intervenire con successo su determinate patologie in totale sicurezza, come nel caso del trattamento delle fobie specifiche.
Se da una parte sussiste ancora un certo scetticismo in merito all’uso degli strumenti tecnologici nel contesto clinico, un crescente numero di persone sembra essere incline ad usufruire della psicoterapia online: si tratta dell’intervento psicologico fornito sul web mediante piattaforme specializzate ad offrire tale servizio.
Si sente parlare frequentemente di questa modalità di terapia, ma qual è lo stato dell’arte? Quali sono i pro e i contro? In cosa si differenzia rispetto alle terapie in presenza?
Le terapie on line
Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, le terapie on line non sono entrate in voga durante la pandemia da Covid-19; il periodo del lockdown ne ha certamente incrementato l’erogazione, visto i costi emotivi elicitati dall’emergenza sanitaria e la ridotta possibilità di recarsi fisicamente nello studio dello psicologo, ma non ne ha decretato la comparsa.
La modalità virtuale di supporto psicologico risale agli anni ‘60, grazie all’invenzione di “Eliza”, un software in grado di simulare l’interazione tra terapeuta e paziente, mentre dagli anni ‘90 in poi si assiste allo sviluppo delle consultazioni virtuali come le conosciamo oggi. La pratica delle terapie on line ha, quindi, una sua storia ed un suo profilo etico e legale: la costituzione della “società internazionale della salute mentale on line” e le linee guida di regolamentazione delle consulenze on line stilate dal CNOP (consiglio nazionale ordine degli psicologi), garantiscono la serietà e l’affidabilità delle terapie on line.
Nel 2017 la commissione “Atti Tipici”, istituita dal CNOP, ha redatto un documento inerente alla digitalizzazione della professione e dell’intervento psicologico mediato dal web, da cui si evince chiaramente l’importanza, per i professionisti della salute mentale, di adeguarsi alle moderne risorse per andare incontro alle nuove esigenze dei clienti.
Dall’analisi del rapporto tra professionista e paziente mediato dalle nuove tecnologie, emergono importanti fattori caratterizzanti l’intervento psicologico che, per forza di cose, vanno incontro a dei cambiamenti:
  1. La ri-definizione dello spazio/setting: il luogo entro cui si svolge il lavoro psicoterapico ha una grande importanza, in quanto accoglie il paziente e ne delimita i racconti; per questo deve essere sempre ben strutturato dal professionista. In previsione di un colloquio on line, invece, dovrà essere il paziente ad occuparsi di scegliere un luogo consono, lontano da eventuali rumori, stimoli distrattori di sorta e da orecchie indiscrete. Ciò è importante sia nel caso in cui egli si trovi in casa propria che sul posto di lavoro.
  2. La tipologia di comunicazione: può essere sincronica o asincronica. La comunicazione sincronica prevede che terapeuta e paziente interagiscano simultaneamente; è il caso delle live chat (messaggistica in tempo reale), delle videochiamate (modalità preferenziale) o delle chiamate telefoniche. La comunicazione asincronica, invece, non prevede che il terapeuta e il paziente siano contemporaneamente on line; è il caso delle e-mail e dei “diari di bordo” .
  3. La costituzione dell’alleanza terapeutica (legame tra terapeuta e paziente): questo aspetto ha sollevato diverse perplessità, soprattutto da parte di molti terapeuti, in quanto si pensava che tale elemento -fondamentale per la riuscita della terapia- potesse non svilupparsi attraverso il web. In realtà, come dimostrato dalla pratica e da diversi studi scientifici, la tecnologia non costituisce un ostacolo alla formazione di un rapporto di fiducia e rispetto reciproci; Terry e Cain, infatti, parlano di “empatia digitale”, definita come la capacità di prendersi cura dei pazienti, di esprimere pensieri ed emozioni mediante i canali digitali, senza gli specifici indicatori di empatia sociale, tipici delle tradizionali modalità di interazione. Lo studio condotto da Preschl ha dimostrato che, nel caso di soggetti affetti da depressione, l’alleanza terapeutica può essere di elevata qualità anche nel trattamento cognitivo-comportamentale online (Mancuso, 2019).
Sebbene vi siano dei cambiamenti a cui far fronte, molte evidenze scientifiche attestano che l’efficacia della terapia online sia pari a quella delle terapie tradizionali, come ad esempio nei casi di: depressione, ansia, attacchi di panico e sintomi agorafobici, gioco d’azzardo patologico, disturbo post traumatico da stress e disturbo ossessivo-compulsivo.
Vantaggi delle terapie on-line
Il primo dei vantaggi per i pazienti è costituito dalla facilità e immediatezza con cui ricercare e scegliere quale professionista contattare, in base alle proprie esigenze. Grazie alla terapia on line, è possibile intraprendere un percorso terapeutico anche con professionisti che si trovano geograficamente lontani, dato che il web annulla le distanze, nonché tempi morti e difficoltà legate agli spostamenti. Comunicare attraverso il web, inoltre, può generare un “effetto disinibizione” che consente di superare la paura di essere giudicati: molte persone, in particolare gli adolescenti, riescono sia a chiedere aiuto che ad esprimersi più facilmente davanti ad uno schermo, in quanto la presenza virtuale è avvertita come meno minacciosa rispetto alla presenza reale. Infine, la terapia on line permette di tutelare la privacy, evitando l’imbarazzo delle sale d’attesa.

Dal canto suo, il terapeuta può scegliere di integrare la terapia in presenza con quella on line, utilizzarla come terapia di mantenimento e continuare a seguire quei pazienti che, per cause legate al lavoro o ad altro, sono impossibilitati a raggiungere lo studio. A livello puramente tecnico, la terapia on line consente al terapeuta di automonitorarsi: attraverso il video, egli può esplorare le proprie espressioni facciali, la postura ed il tono della voce, in modo da poterle modulare nel modo più consono. Lo scambio di mail o di messaggi, invece, facilita il monitoraggio mediante diari clinici dei pazienti e permette di tener traccia di quanto espresso anche dal paziente (Mancuso, 2019).
Raccomandazioni per l’erogazione delle terapie on-line
Affinché il supporto psicologico on line venga effettuato in maniera ottimale, è necessario seguire alcuni accorgimenti. Riguardo ai mezzi utilizzati bisogna accertarsi dello stato di: connessione internet, computer, tablet, telefono o di eventuali App, in quanto un mal funzionamento tecnico può ostacolare o interrompere bruscamente la seduta di terapia. Inoltre, i professionisti devono essere ben preparati ad usare gli strumenti tecnologici a loro disposizione.
Per quanto riguarda la presa in carico ed il trattamento dei casi più complessi, è consigliabile ricorrere ad una forma integrata di terapia; alcuni pazienti, infatti, necessitano anche della presenza fisica del terapeuta, in particolare nelle prime fasi dell’intervento.
Infine, per evitare il rischio di imbattersi in figure professionali non adeguatamente preparate è sempre consigliabile rivolgersi a dei centri medici certificati come Serenis, che garantiscono la preparazione dei terapeuti e svolgono un preliminare lavoro di verifica e selezione.
Bibliografia:
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- Consiglio Nazionale Ordine Psicologi – Commissione Atti Tipici, Osservatorio e Tutela della Professione- (2017). Digitalizzazione della professione e dell’intervento psicologico mediato dal web.
- Kivi M., Eriksson M. C., Hange D. Petersson E. L., Vernmark K., Johansson B. & Björkelund C. (2014). Internet-based therapy for mild to moderate depression in Swedish primary care: Short term results from the PRIM-NET randomized controlled trial. Cognitive Behaviour Therapy.
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